Alimentazione, infiammazione e stress ossidativo

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Alimentazione, infiammazione e stress ossidativo spiegati dalla Dott.ssa Pipino.

In una dieta sana ed equilibrata vengono introdotti tutti i cibi e tutti i nutrienti che sono funzionali per mantenere un buono stato di salute.

Quando mangiamo un cibo non assumiamo solo nutrienti o calorie.

Quando mangiamo si innesca una serie di meccanismi di appagamento e di gusto che donano una vera e propria emozione, causati dalla produzione di neurotrasmettitori, quali la serotonina e la dopamina, e di endorfine, che provocano piacere e serenità.

Anche ridere e fare sport provocano produzione di neurotrasmettitori ed endorfine.

D’altra parte, lo stress causa una iperproduzione di cortisone che, oltre ad aumentare la sensazione di fame, causa l’accumulo di grassi, specie in zona addominale.

L’alimentazione deve quindi essere affrontata, ancora una volta, in maniera olistica.

Bisogna tener conto sì del gusto, ma anche delle calorie, della qualità dei nutrienti, delle loro proporzioni e delle loro caratteristiche pro-od antinfiammatorie.

La consapevolezza alimentare permette di effettuare scelte quotidiane sane, per cui se si sceglieranno cibi più equilibrati ad ogni pasto potremmo essere più sereni quando li mangiamo.

In questo articolo vorrei introdurre il concetto di:

  • INFIAMMAZIONE (SISTEMICA DI BASSO GRADO)
  • ACIDOSI TISSUTALE
  • RADICALI LIBERI

È importante portare l’attenzione sul ruolo che svolge l’infiammazione sistemica di basso grado o Low-grade Systemic Inflammation (LGSI), perché è una condizione di infiammazione cronica che promuove acidosi e stress ossidativo e – seppur a basso grado – porta ad:

  • aumentare i livelli di citochine proinfiammatorie in circolo (mediatori dell’infiammazione come le IL, interleuchine);
  • incrementare l’infiltrazione periferica tissutale da parte dei macrofagi (cellule dell’infiammazione).

La LGSI si riferisce alla matrice extracellulare ed è fortemente correlata con lo sviluppo di patologie cardio-metaboliche come il diabete mellito tipo 2, la steatosi epatica, specie nella condizione correlata di obesità, con patologie autoimmuni, patologie di tipo tumorale e cronico-degenerative.

L’infiammazione della matrice extracellulare rappresenta, infatti, un mediatore chiave nella regolazione della LGSI.

I macrofagi vengono indirizzati, nella loro infiltrazione tissutale, dalla presenza di pattern molecolari legati a danni metabolici (es. AGEs – Advanced Glycation-End-products cioè prodotti finali della glicazione con una proteina oppure con un lipide -ALEs).

Ciò può essere tradotto dicendo che un’alta concentrazione di zuccheri nell’organismo causa la formazione degli AGEs o ALEs a seconda che questi si leghino con una proteina o un lipide e che questi attirino i macrofagi, attivando il processo infiammatorio.

Esempio: l’Emoglobina glicata (presente nei diabetici) è un tipico prodotto di glicazione.

L’intera struttura proteica è compromessa e, di conseguenza, anche la sua funzione.

Gli AGEs sono composti irreversibili che si accumulano con l’invecchiamento e sono stati osservati nelle proteine della pelle come fibronectina, collagene, elastina e laminina.

A livello intracellulare sono responsabili dell’induzione dello stress ossidativo, della perossidazione lipidica e del cross-linking delle proteine.

Ad esempio la carbossimetillisina (CML), così come altri AGEs, aumenta con l’età favorendo l’irrigidimento del connettivo e la mancanza di elasticità delle pareti vasali.

È importante considerare come, verosimilmente, una risposta infiammatoria mai sopita sia alla base dello sviluppo di forme patologiche importanti.

Quando parliamo di acidosi tissutale, intendiamo un alterato pH sistemico, della MEC (matrice extracellulare), non del sangue che, invece, ha i suoi sistemi tampone.

Questa alterazione è dovuta ad un eccesso di radicali liberi che danneggiano le cellule, causando stress ossidativo.

I radicali liberi sono “prodotti di scarto” che si formano naturalmente perché le cellule sono instabili.

Se in piccola quantità, collaborano con il sistema immunitario nell’eliminazione di germi e nella difesa dai batteri, ma se prodotti in grande quantità diventano tossici per l’organismo.

Oltre alle normali reazioni biochimiche di ossidazione cellulare, ulteriori condizioni possono contribuire alla formazione di radicali liberi e di acidosi tissutale:

Alimentazione

  • le diete troppo ricche di carboidrati raffinati (dolci), di proteine e di grassi animali saturi;
  • alimenti non tollerati o ad alto potere acidificante;
  • una carente idratazione che non permette la corretta eliminazione renale degli acidi in eccesso;
  • l’eccesso di alcol;

Inquinamento

  • l’azione dei gas inquinanti e delle sostanze tossiche in genere;
  • il fumo di sigaretta, che è una vera e propria miniera di sostanze chimiche nocive;

Medicinali

  • molti farmaci specialmente quelli che ad alto impatto sulla matrice extracellulare, come i cortisonici e gli antinfiammatori;
  • la presenza di un eccesso di ferro che è in grado di attivare reazioni chimiche ulteriormente dannose.

Lo stress ossidativo, può essere prevenuto o ritardato modificando lo stile di vita e l’alimentazione, specialmente aumentando il consumo di cibi basici o alcalinizzanti (con PRAL negativo), integrando con vitamine immunomodulanti come la vitamina D, vitamina C e del gruppo B e con il Glutatione.