Gravidanza: presentazione podalica e moxa

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Moxa e rivolgimento del bambino podalico – Gravidanza

La presentazione podalica del feto durante la gravidanza costituisce uno dei più frequenti motivi di ricorso al Taglio Cesareo.

La posizione fisiologica del parto è quella cefalica, cioè la posizione in cui il bambino è rivolto con la testa verso il canale del parto.

Attorno alla 32ma settimana di gestazione, il bambino crescendo comincia a percepire una diminuzione dello spazio intorno a se.

Si orienta con la testa verso il basso affinché gli arti inferiori possano occupare la parte più ampia dell’utero.

Avere una presentazione cefalica è conveniente per la salute di madre e bambino.

Questo poiché spesso è difficile trovare operatori disponibili o formati ad assistere un parto podalico per via vaginale e si programma un parto con taglio Cesareo.

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Fino a quando un bimbo può girarsi nella pancia della mamma durante la gravidanza?

Fino alle 32-34 settimane di gravidanza, anche se il bimbo è in posizione podalica non c’è da preoccuparsi: ha ancora modo di girarsi spontaneamente.

Dopo le 32-34 settimane difficilmente ha modo di cambiare posizione da solo, perché lo spazio per muoversi è diventato limitato.

È possibile indurre il feto a girarsi spontaneamente?

Vengono in genere proposte tre strategie possibili per convincere il bimbo podalico a girarsi spontaneamente, per raggiungere una posizione più adatta al parto naturale:

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La manovra di rivolgimento

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La moxibustione – associata o meno ad agopuntura

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Tecniche posturali

La manovra di rivolgimento o versione cefalica esterna

Il rivolgimento per manovre esterne (RME) è una procedura in cui il feto è manipolato attraverso la parete addominale esterna della madre, al fine di fargli assumere la presentazione cefalica.

Si può praticare a partire dalla 37ma settimana di gravidanza e fino all’inizio del travaglio, prima però che si rompa il sacco amniotico

La sua efficacia è del 58%.

Nonostante la rarità degli effetti collaterali, si ricorre poco al RME, sia perché la maggior parte delle donne oggi preferisce un parto Cesareo programmato, sia perché i professionisti capaci di fare il RME sono relativamente pochi.

È quindi facilmente comprensibile l’interesse verso la moxibustione e l’agopuntura, procedure non invasive.

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La moxibustione e l’agopuntura

Detta anche moxa, la moxibustione è una pratica del tutto innocua della Medicina Tradizionale Cinese.

Consiste nell’avvicinare un sigaro di artemisia vulgaris, con o senza fumo, all’estremità del mignolo del piede della futura mamma.

La combustione stimola un punto del meridiano della vescica (BL67) che è collegato con l’utero.

Questa stimolazione induce il piccolo a muoversi e a mettersi a testa in giù.

Secondo la MTC, che si basa sulla teoria di Yin e Yang, la moxibustione, con o senza ago, è efficace perché riporta in equilibrio la disarmonia che ha impedito al feto di raggiungere la posizione corretta.

La tecnica deve essere preferibilmente praticata fra la 32ma e 35ma settimana di gravidanza da personale esperto che poi insegnerà al papà come farla nei giorni successivi:

la moxa va infatti ripetuta tutti i giorni per circa 7-10 giorni (o almeno fino a quando non si avverte un movimento che può far sospettare che il bebè abbia effettuato la famigerata capriola).

Durante la pratica la mamma dovrebbe stare sdraiata, preferibilmente con dei cuscini sotto il bacino, in modo che il bambino sia spostato un po’ più in su.

Le percentuali di successo vanno dal 70 al 90% e ricordo che questa tecnica rientra nelle procedure riconosciute dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

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Le tecniche posturali

A volte vengono consigliate alle mamme dei semplici esercizi fisici, o meglio delle particolari posizioni, che dovrebbero favorire il bambino podalico a cambiare presentazione.

Si tratta in particolare di posizioni in cui il bacino rimane sollevato.

Ciò che dovrebbe creare spazio per il rivolgimento del bebè:

  • posizione a quattro zampe, ma con la testa appoggiata a terra, sulle mani;
  • posizione supina, con dei cuscini sotto al bacino.
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